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  È un lungo percorso quello che ha portato la città di Abano Terme a ricevere, durante l’edizione 2002 di fieracavalli, un premio come "città amica del cavallo".
È un viaggio affascinante che ha origine oltre cinquant’anni fa. Allora, era il 1950, non c’era ad Abano un campo ippico come oggi, e neppure uno stadio che potesse ospitare i concorsi di salto a ostacoli.
 
  I primi tre si disputarono infatti su un campo di gara "provvisorio": un terreno dell’hotel Savoia Todeschini. Ugualmente, sin dalla prima edizione, il "Concorso Ippico di Abano Terme" ebbe notevole rilevanza. Testimonianza ne sia che tra i partecipanti a quelle prime 3 edizioni ci fu Raimomdo d’Inzeo. D’Inzeo in un certo senso "battezzò" il concorso aponense. Vero mito dell’equitazione italiana e mondiale, soltanto 2 anni prima, nel 1948, aveva partecipato all’età di 23 anni alla sua prima Olimpiade.
Lunghissima e prestigiosa la storia olimpica del cavaliere italiano: è stato presente a tutte le
  Olimpiadi che si sono svolte tra il 1948 e il 1976 vincendo sei medaglie.
Quella d’oro a Roma nel 1960, anno in cui bissò il successo già ottenuto nel ’56 ai campionati del mondo. Il 1952, la IV edizione del concorso ippico di Abano Terme - le prime due si svolsero nel ’51 - è un momento importante.
 
 
La manifestazione, può annunciare il Notiziario dell’Azienda di Cura, una delle pochissime fonti su quegli anni, del quale la Biblioteca Civica di Abano Terme conserva alcune annate, inaugurerà il nuovo Stadio delle Terme.
A volere fortissimamente il nuovo stadio sono il Consorzio “Aponus”, ovvero quell’ente che oggi corrisponde all’attuale Associazione Albergatori, e il suo presidente Giovanni Bresciani.
 
  Ma il 1952 per Abano è anche l’anno in cui Antonio Segni, allora Ministro della pubblica istruzione e futuro Presidente della Repubblica, soggiorna in città per una quindicina di giorni. Il concorso Ippico del '52 è ancora un trionfo per la famiglia D’Inzeo. Raimondo vinse tre premi. Il fratello Piero (2 argenti e tre bronzi nelle Olimpiadi) uno.  

La manifestazione è un successo dal punto di vista tecnico e di pubblico. Si registra il record di arrivi e presenze, alle gare partecipano 111 cavalli e il pubblico che vi assiste viene calcolato in 6000 persone. Il presidente Fise, Ranieri di Campello, definisce in una lettera il concorso aponense "fra i più importanti d’Italia".
 
 
  Negli anni successivi le edizioni del concorso si susseguono regolari. Conferma della sua importanza è una circostanza: sono sempre presenti tutti i migliori cavalieri italiani. La classifica del 1954, ad esempio, mette in fila Oppes, D’Inzeo e Spezzotti. Ad Abano nel ’55 sono presenti tutti e tre. Competono per premi al massimo di 150.000 lire di allora.
 
 
 

 

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