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  Il cavallo è uno tra gli animali più sensibili ed affidabili, e il rapporto che si istaura tra l’uomo ed il proprio cavallo è difficilmente spiegabile... deve essere vissuto! Ma come si comunica con il cavallo?

Nel corso dei secoli si sono sviluppate varie tecniche di comunicazione ma indipendentemente dai mezzi ausiliari usati per impartire ordini mentre lo si cavalca (come ad esempio tirare le redini, spostare il peso, premere con le gambe), parlare, accarezzare e snack rimangono comunque i migliori metodi.
 
Per educare un cavallo i mezzi ausiliari a disposizione devo comunque essere adoperati in modo corretto e responsabile. Un leggero colpetto col tacco sulla groppa dato al momento giusto è accettabile.
E’ bandito invece l'utilizzo di imboccature taglienti che possono ferire la bocca delicata, e l'uso di speroni taglienti, se non si vogliono correre spiacevoli rischi! I cavalli si esprimono molto chiaramente.
Se mostrano il bianco degli occhi o abbassano le orecchie il loro umore è tutt’altro che buono, invece se l'animale bruca pacificamente ci si può avvicinare senza pericolo. La posizione delle orecchie e la mimica danno segnali ben chiari circa lo stato d'animo dell'animale anche mentre si sta cavalcando. Detentori esperti sanno riconoscere bene questi segnali e possono stabilire con facilità se il cavallo è sereno, agitato, esplosivo o tranquillo.
Per instaurare un rapporto solido e duraturo con il cavallo è necessario capire cosa si può pretendere da lui e questo è possibile imparando a riconoscere i suoi naturali bisogni.
 
 
   
 
Il ballo dell'orso così come il tic d'appoggio nel gergo equestre e veterinario sono definiti comportamenti stereotipati, termine con il quale si indica un comportamento ripetitivo che isola il cavallo dalla realtà. Si tratta di gravi tic nervosi la cui causa è da identificare nella condizione di vita a cui il cavallo è costretto, come la forzata inattività, la privazione di contatti sociali, non dimentichiamo infatti che il cavallo è un animale con un forte istinto di branco, o la prolungata stabulazione in box.
 
  Il ballo dell’orso è un vizio che col tempo porta ad un certo logoramento dei tendini e delle articolazioni oltre ad essere molto difficile da perdere. Trattandosi di un vizio che deriva spesso dalla mancanza di movimento e dalla noia è necessario distrarre il cavallo facendolo lavorare spesso e distraendolo dividendo in più parti le razioni di cibo giornaliere.
Un ulteriore consiglio è di tenere questi cavalli al pascolo ed in compagnia di piccoli animali, pony o caprette. Il tic d’appoggio è invece causa di un consumo precoce dei denti anteriori e disturbi digestivi, fino a gravi coliche, per via dell'ingestione continua d'aria.
Per evitare questo tic bisogna far muovere il cavallo il più possibile non consentendo alcuna possibilità di "appoggio" nel box verniciando spigoli, supporti e superfici con prodotti idonei a tenerlo lontano. Inoltre bisogna usare un collare con rinforzo in acciaio intorno al collo da rimuovere solo quando il cavallo mangia. Comunque la soluzione definitiva al "ticchio d'appoggio" è l'intervento chirurgico da affidare ad un buon veterinario.
 
 
   
 
E’ possibile vedere cavalli che presentano un'opacità diffusa della cornea, il cosiddetto "mal della luna", chiamato così sia perché l'occhio diventa traslucido e sembra una luna piena, ma anche perché la malattia ricorre a fasi alterne: l'animale appare demotivato, con febbre e riduzione dell'appetito. Fra un attacco doloroso e l'altro gli occhi dei cavalli presentano una forte vascolarizzazione della cornea che determina l'opacità, l'ispessimento dell'iride e infine lesioni retiniche.
La causa di questa malattia non è ancora del tutto accertata, e viene curata mediante somministrazione di cortisonici sia per via generale sia locale.
 
     
 
 

 

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